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Ai piedi della moda


Ai piedi della moda

Dal 6 giugno 2008 al 13 luglio 2008

Dagli anni ’20 agli anni ’80 del Novecento Renato Manzoni ha costruite scarpe, affacciato sulla piazza centrale di Imola. Ma da Imola, attraverso le grandi firme e le più eleganti boutique di tutta Italia, ha contribuito a creare il mito di personaggi come Abbe Lane, la soubrette più sensuale della storia della tv, Sofia Loren (“piedi grandi, ma che gambe….”), Mina, e le dive dell’Italia del boom economico, come Marisa Pavan, Anna Maria Pierangeli, Marisa Allasio e Magda Oliviero, voce sublime della lirica. E’ Renato Manzoni (1910 – 1999), calzolaio artigiano di Imola che ha prestato la sua creatività ai marchi protagonisti del Made in Italy; è il caso di Magli, Trussardi, Ferragamo, ma anche Bally a Parigi.

La Fondazione della Cassa di Risparmio di Imola custodisce più di 800 modelli di scarpe che, insieme ai bozzetti utilizzati agli inizi della sua carriera, illustrano il lavoro di un calzolaio che ha attraversato il gusto e le mode di buona parte del Novecento, spesso anticipando tendenze e stili. La mostra svela la storia di Renato Manzoni, una storia fino ad ora poco conosciuta se non in ambito locale, ma che rivela un fenomeno interessante per la sua originalità, meritevole di un approfondimento che contribuirà sicuramente alla ricerca di aspetti inediti della moda italiana.

“L’archivio di Renato Manzoni è un unicum, eccezionale per qualità e quantità dei pezzi conservati, fonte di molte occasioni di stupore”, sostiene il prof. Mario Lupano, docente dell’Università di Bologna e presidente del corso di laurea specialistica in Sistemi e comunicazione della moda (sede di Rimini), nonché autore di uno dei saggi contenuti nel catalogo della mostra. “Manzoni è un artigiano che sin dagli anni Trenta ha saputo confrontarsi col sistema della moda ai più alti livelli. Al tempo stesso ha intessuto una rete di relazioni con gli altri artigiani del suo territorio (nella produzione dei merletti, per esempio) offrendo oggi allo studioso la possibilità di indagare aspetti poco conosciuti del sistema moda”.
“Manzoni era un visionario – prosegue il prof. Lupano – capace di confrontarsi col pubblico locale allo stesso modo che con quello più vasto. Era un calzolaio colto nel suo settore; lo testimoniano le tante riviste specializzate conservate nell’archivio, la partecipazione alle fiere più importanti della calzatura e i riconoscimenti ottenuti. Il suo lavoro è un esempio di piccola centrale creativa che ha saputo prendere spazio e creare una rete di relazioni virtuose all’interno dell’impresa calzaturiera, un fenomeno questo tipico del sistema italiano. La storia di Renato Manzoni si è svelata a noi improvvisamente, rivelandoci dinamiche fino ad ora ignote”.

Estroso, geniale, dal carattere impossibile, Manzoni è stato uno di quegli artigiani che con la loro carica inventiva, unita alla precisione progettuale nella costruzione di un elemento così delicato come la scarpa, hanno costituito la base su cui la moda italiana ha costruito la propria fama.
Praticamente autodidatta, Renato Manzoni aprì il primo negozio nel 1929, ma è dal Secondo Dopoguerra che comincia la sua grande fortuna. Con la valigia piena di campionari gira l’Italia per vendere le sue calzature presso i grandi nomi della moda del tempo: Samo in via Veneto, a Roma, Quintè e Fragiacomo a Milano, Santamaria a Torino, Ardito a Firenze, Mantellassi a Bologna, Mancuso a Vanezia, Surtlo a Genova, ma anche Furmans a Dublino, Bally e Durer a Parigi. Non in ultimo, appunto, Magli e Ferragamo. Nel 1969 fu nominato Cavaliere nell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.