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La Collezione. Oggetti d’arte e d’artigianato della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola


La Collezione. Oggetti d’arte e d’artigianato della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

Inaugura con Philippe Daverio la nuova mostra della Fondazione

Dipinti, oggetti, sculture, stampe, arredi, fotografie, monete, libri, manoscritti e archivi costituiscono un “corpus artistico” di indubbio valore e pregio. Tutto questo è la Collezione della Fondazione.
Una quantificazione numerica dell’intera raccolta della Fondazione può risultare fuorviante in una sua complessiva valutazione portandoci a comparare oggetti tipologicamente assai differenti. Non ha senso fornire un numero complessivo, ma abbiamo in tal modo un primo dato identificativo della nostra collezione, ossia l’assoluta varietà dei beni che via via sono stati raccolti e conservati trovando, pur nella completa dissomiglianza, una loro giusta collocazione all’interno di un percorso che, fin dai suoi inizi, ha cercato di seguire le tracce di ogni espressione artistica e artigianale prodotta a Imola, nella sua campagna e oltre.
Nell’assolvimento di questo fondamentale compito – ossia quello di contrastare la dispersione e assicurare il mantenimento e la fruizione di ogni espressione artistica e artigianale prodotta nell’imolese – la Fondazione ha dato così vita ad una collezione di grande varietà.

Duecento ottantacinque pezzi costituiscono il fondo Ceramiche e Maioliche, ove all’importante serie di maioliche imolesi del Settecento si uniscono lavori di artisti locali e produzioni della Cooperativa Ceramica.
La Quadreria conta trecento quarantadue dipinti la maggior parte dei quali riferibili al Fondo Margotti, una donazione ereditata dalla Cassa di Risparmio di Imola. Molto differenti fra loro per tipologia, materiali ed epoche, le ventitré Sculture raccolte in questi anni; più organico invece il fondo di Disegni e Stampe che raccoglie principalmente le opere dell’artista imolese Amleto Montevecchi e del pittore Alessandro Della Nave. La collezione Numismatica conta pezzi interessanti, duecento sessantadue monete di differenti epoche e provenienze. Fra le Pubblicazioni e Manoscritti di grande rilevanza è il Fondo del Monte di Pietà ove è custodito l’archivio di questa istituzione fondata in città nel 1512; di notevole valore storico e documentario anche i milletrecento titoli di edizioni politiche novecentesche raccolti dalla Biblioteca del nostro Centro Studi di Storia del lavoro. Nel Fondo Manzoni sono conservate settecento cinquantuno paia di scarpe che ci riportano la produzione quarantennale di Renato Manzoni, calzolaio imolese di fama internazionale attivo nel corso del Novecento. Oltre quarantamila sono le unità catalogate nei Fondi Fotografici (l’importante numero è dovuto al conteggio dei singoli fotogrammi negativi e dei provini) ove è raccolto materiale fotografico riferibile principalmente alla regione imolese e alla Romagna. Infine una categoria di Oggetti Vari nella quale sono elencati manufatti difficilmente catalogabili in altro modo: tra questi tre antiche campane di produzione imolese e un violino della liuteria imolese Contavalli.
Il nucleo originale della collezione, seguendo un percorso simile alle altre Fondazioni italiane, è costituito dal patrimonio artistico raccolto dalla Cassa di Risparmio di Imola e da noi ricevuto all’atto della cessione della banca. Una politica di acquisizioni era già perseguita dagli istituti di credito i quali, oltre a soddisfare esigenze di arredo dei propri uffici, intervenivano, spesso su segnalazioni esterne, nella tutela e conservazione del patrimonio mobile locale. In quest’ottica sono da leggere anche le importanti acquisizioni che, nel corso degli anni Venti, furono decise dai vertici della Cassa e destinate all’implementazione del patrimonio cittadino in vista dell’apertura della Pinacoteca. Del nucleo originario della raccolta sono giunti molti dipinti (fra questi l’intera raccolta di Anacleto Margotti), alcuni importanti arredi, l’intero archivio del Monte di Pietà e varia oggettistica probabilmente residuo di pegni non riscossi.
Le acquisizioni sul mercato antiquario, o direttamente da privati, sono state invece il principale canale di implementazione di questi ultimi vent’anni. Pur non tralasciando l’importanza dovuta alla componente estetica/decorativa, così come quella legata a ragioni finanziarie di accrescimento del patrimonio, questa serie di acquisizioni ha comunque mirato a evitare la dispersione di beni, oltre che a dare corpo e identità alla collezione nel suo complesso.
Infine, di non minor rilevanza, le donazioni private che hanno arricchito la collezione. Di importante valore simbolico, nel momento in cui venivamo scelti come depositari di un bene e ritenuti capaci di una sua corretta conservazione valorizzazione e divulgazione, le donazioni hanno aggiunto alla nostra raccolta importanti fondi. Il corpo dei disegni del pittore Amleto Montevecchi, donatoci da un suo allievo nel 2005, la raccolta di modelli di calzature di Renato Manzoni, consegnatoci dalla figlia nel 2007, il fondo fotografico COBAI/CESI, depositato in Fondazione nel 2015, oltre ad una serie di singoli oggetti donatici sempre da privati.


Riproponiamo in questa esposizione gran parte di questi oggetti ritenendo che mostrare la collezione nella sua interezza, mescolanza e nella straordinaria varietà che la caratterizza, anche a confronto delle altre collezioni delle Fondazioni, sia da cogliere come valore aggiuntivo non privo di significato.