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“Sensazioni dell’anima” Domenico Baccarini


“Sensazioni dell’anima” Domenico Baccarini

 

 

Dal 13 maggio al 12 giugno 2016 al Centro Gianni Isola il Doc Centro di Documentazione Arti Moderne e Contemporanee in Romagna ha presentato “Sensazioni dell’anima”, la scultura di Domenico Baccarini,considerata fra le opere scultoree più significative dell’autore.

A tre mesi dalla sua presentazione alla stampa il DOC (Centro di Documentazione delle Arti Moderne e Contemporanee in Romagna) ha deciso di allestire un’esposizione particolare presso il Centro Polivalente Gianni Isola a Palazzo Sersanti.
“Sensazioni dell’anima”, la scultura di Domenico Baccarini, considerata fra le opere scultoree più significative dell’autore, tanto per la sua esecuzione quanto per il tema lungamente coltivato dall’artista, è il primo importante acquisto che arricchirà le collezioni della Fondazione.
Tra Simbolismo, Verismo e Liberty questo gesso, eseguito da Baccarini nel 1903, è  considerato come inizio dell’importante stagione artistica Romagnola inaugurata dal cenacolo Baccarini alla quale il DOC rivolge la sua attenzione.
Dal 13 maggio al 12 giugno è stato possibile visitare la sala del Gianni Isola dove è stata esposta unicamente la scultura: abbiamo dato avvio, con questa mostra, ad una formula espositiva “IL DOC presenta l’opera” che ci auguriamo di interesse.

 

DOMENICO BACCARINI

Faenza, 1882 – 1907

Con prodigiosa, sincretica e originale capacità di assimilazione di tante tendenze e suggestioni culturali del suo tempo (dalle persistenze di un verismo ottocentesco al Divisionismo fino a cadenze grafiche in sintonia con l’Art Nouveau e ad un Simbolismo di marca europea), Domenico Baccarini si è espresso con il disegno, la pittura, la scultura e, per motivi contingenti, anche con la ceramica. La sua breve e intensa vita è stata di riferimento per i coetanei compagni di studio faentini poi accomunati sotto il titolo di “cenacolo baccariniano”: Ercole Drei, Domenico Rambelli, Francesco Nonni, Giovanni Guerrini e Giuseppe Ugonia, tra gli altri. Formatosi alla Scuola di Arti e Mestieri di Faenza, Baccarini si iscrive nel 1900 all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove conosce Raoul dal Molin Ferenzona, Giovanni Prini, Giovanni Costetti, Pellizza da Volpedo e Lorenzo Viani. Nel 1904 si reca a Roma per frequentare la Scuola del Nudo dell’Accademia di Francia e rinsalda i rapporti con Giovanni Prini, nella cui casa conosce Gino Severini, Umberto Boccioni e Giacomo Balla. Esegue illustrazioni per i giornali “La Patria” e “Avanti della Domenica”. Nel 1905 partecipa alla Biennale di Venezia e nel 1906 all’Esposizione Internazionale di Milano per l’apertura del Sempione. E’ apprezzato da Vittorio Pica e conosce lo scrittore Antonio Beltramelli del quale illustrerà varie opere. Dopo vari e vani tentativi di ottenere un sussidio o un incarico che lo sollevi da una condizione di vita oltremodo precaria, Baccarini si dedica alla ceramica presso le Fabbriche Riunite di Ceramiche di Faenza e ritenta l’avventura romana proponendo cartoline per la “Casa del Pane” di Giuseppe Sangiorgi.

Povertà, costante stato di incertezza e salute malferma lo portano precocemente alla morte nel 1907.

Questi tragici aspetti hanno impresso su Baccarini il marchio indelebile dell’artista dotato, povero, puro e disarmato, oppresso da cupi presagi e impedito alla vita, all’amore (la compagna e modella Bitta lo abbandona) e al successo.